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Compliance

Data residency

Dove fisicamente (o giuridicamente) risiedono i dati: paese, regione, cloud. Conta per privacy, contratti e scelte operative delle PMI.

Anche: residenza dei dati, residenza dati, ubicazione dei dati, dati in Italia, dati in EU, data residency italiana

Definizione

La data residency (residenza dei dati) indica dove i dati personali o aziendali vengono memorizzati e, in molti contratti, elaborati: paese, regione o infrastruttura cloud. Non è sinonimo di GDPR: il regolamento regola principi, basi giuridiche e diritti; la residency riguarda l’ubicazione concreta (o contrattuale) dello storage e dei servizi che li ospitano. Una PMI può chiederla italiana o europea per vincoli di settore, clienti, policy interne o audit. Va distinta dal solo backup geografico: una copia altrove non dice da sola dove vive il database primario, né chi vi accede. Conta la catena dei sub-fornitori (hosting, email, CRM, workflow): se il dato passa da più servizi, la residency si legge sull’insieme. In pratica è una scelta architetturale e contrattuale da documentare, verificare e allineare ai trattamenti dichiarati.

Esempi

In un’associazione di categoria che offre tool digitali agli associati, la residency italiana (o EU) è spesso un requisito di offerta: molte imprese vogliono sapere dove stanno anagrafiche e log operativi, e l’associazione lo mette nero su bianco nel contratto di servizio.

In uno studio di consulenza privacy, il DPO chiede al fornitore del CRM dove sono database, backup e log. Se i dati restano su infrastruttura europea documentata, lo studio aggiorna il quadro dei trattamenti e le risposte ai clienti senza ambiguità su «i dati dove stanno?».

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